domenica 22 aprile 2018

Il treno sbagliato..


immagine presa da questo link

HO amato tanto gli anni 80 e amo ricordarli.

Amo ricordare le orrende magliette con le spalline e gli assurdi cappotti lunghi fino ai piedi , cappotti che ormai si sono nuovamente insinuati nei nostri guardaroba.

Amo i giochi anni 80 , Il mio Mini Pony e le Barbie , i cartoni di Robot e Candy Candy .

Mi fa sempre sorridere come la vita sia fatta di cicli e come tutto quello che abbiamo dimenticato e infilato con fatica nel cassetto dei ricordi , 
dopo anni che se ne sta li a prendere polvere… spunti  fuori di nuovo .

Nella moda è normale il rievocare stili vecchi di 30 anni e rivisitarli per renderli nuovamente attuali .

Ricordo che quando indossavo i pantaloni a zampa d’elefante,  a 16 anni , sentendomi figa e originale , mia mamma sorrideva e mi raccontava di come , vent'anni prima li avesse indossati a sua volta .

Lo vediamo continuamente , nei remake dei film , nella musica, nei vecchi giochi , tanto che a volte mi è venuto da chiedermi se davvero esiste qualcosa che non sia stato“ già visto prima“.

Ma mi piace.

Mi piace vedere mia cugina con i jeans che scoprono le caviglie e le superstar dell’adidas . 

Mi piace veder tornare di moda il taglio di capelli alle spalle , che ai miei tempi si chiamava “Carrè” mentre ora si chiama Bob. 
Ma di diverso dal Carrè ha solo il nome .

Per una malinconica e nostalgica di natura il veder “ riesumare” mode , stili e film  della mia adolescenza è bello .

Mi fa ricordare i miei 18 anni , e  quando guardo indietro mi sembra davvero che tutto fosse bello in quei magici anni 80/90.

Ma è normale , la mente umana ha quest’attitudine a ricordare solo i  momenti belli .

Ed è giusto sia così perché i momenti brutti di quegli anni , forse erano talmente brutti che si è creduto valesse davvero la pena dimenticarli .

Forse andavano raccontati di più chissà se sarebbe servito a qualcosa . 
Ma sopratutto , chissà se avrebbe cambiato qualcosa . 

So però che  a volte, dietro la curva del tempo che vola , parafrasando De Gregori , ti ritrovi davanti cose che avevi sepolto  e che , onestamente , non avevi la benché minima voglia di rivedere e rivivere di nuovo.

Leggerle sui giornali certe cose è un conto , ma rivedere di nuovo scene già viste, e faticosamente archiviate fa male .
Special modo quando non te lo aspetti .

Mi è successo ieri sera e di loro mi hanno colpito i modi gentili , la cortesia e la voce quasi intimidita , gli occhi spenti e la pelle così giovane e liscia .

Un modo di fare così dimesso e pacato che cozzava terribilmente con le mani che tremavano . 

Mi è rimasto addosso il sorriso cortese del primo ragazzo , i suoi occhi puliti che mi guardavano mentre mi chiedeva se poteva passarmi avanti nella fila in farmacia perché :  
“ sai , so perdendo il treno , prendo una cosa , faccio velocissimo!”

Vedevo la sua mano tremare  , mentre tra pollice e indice stringeva una piccola pila di spiccioli .

Ha bisbigliato la sua richiesta alla farmacista  .

Lei gli ha tolto gli spiccioli dalle mani e si è chinata a prendere "qualcosa ".
Lui , in quei trenta secondi di attesa si picchiava forte il dito indice e il medio sul palmo della mano , quasi a scaricare una tensione , una smania che non riusciva a controllare.
La farmacista è tornata e ha dato al ragazzo la sua siringa.

L’ha stretta in pugno e il  tremore alle mani è curiosamente passato . 

Ha gentilmente ringraziato le persone in coda ed è corso via .

In cinque minuti questa scena si è ripetuta tre volte.

In 5 minuti altri due ragazzi hanno saltato la fila perché 
“ stavano perdendo il treno” .

Erano tutti simili .  
Giovani . Pacati. Gentili .
E bugiardi . 
Perché il treno non lo stavano perdendo .

Sul treno ci sono saliti .  

Peccato fosse quello  sbagliato. 


S. 

venerdì 6 aprile 2018

ATLAS – Contro i mostri lanciati da Vega

Era il 4 aprile del 1978.
O almeno così dice Facebook .
Qualcuno mi ha detto  che tutto ciò che non è su Facebook ,non esiste , quindi questo fatto di aver letto la notizia su Facebook la rende assolutamente “reale” .

Dicevo, Facebook dice che il 4 aprile del 1978 venne trasmessa la prima puntata di Goldrake .

Nell'aprile del 1978 io avevo la tenera età di tre anni .
Mentirei se dicessi di ricordare l’evento , anche perché ,  in quegli anni , la mia vita si divideva tra la mia nonna e il mio cane.

Un pastore tedesco di 40 kg di nome Yuri ,che avevo eletto a mio eroe personale insieme a mio babbo e mia nonna.

Nonna con la quale trascorrevo i pomeriggi disegnando pecore ,cavalli e animali della fattoria in una vecchia agenda rossa (sì come Borsellino, ho sempre avuto un ego incontenibile ).
Quando l'agenda rossa non era disponibile dipingevo semplicemente il mio cane con i pennarelli rossi ; perché è sempre una buona cosa avere una sorta di continuità con i colori.
Il mio cane mi era molto devoto e sopportava queste mie performance artistiche con dignità e stile . 

Ma sto divagando .... 

dicevamo : 

il 4 aprile 1978 atterra sul nostro pianeta ,precisamente su Rete2 (quella che diventerà Rai2) , per salvarsi dei mostri lanciati da Vega...Actarus  che per difendere il suo pianeta ha bisogno del “suo “ robot  Goldrake.
Robot che , dopo l’utilizzo , parcheggia in un hangar .
Del resto negli anni 80 tutti parcheggiavano un robot in garage,
era un po’ come un utilitaria per gli operai… 

Sto divagando di nuovo.
Torniamo al punto : 

Confesso che pensando Goldrake la cosa che prima mi torna in mente è la sigla.

La conoscete tutti quindi non ve la canterò.. 
come dite?
Volete che la canti????
Ok…
la tentazione anche per me è irresistibile... 

E dunque...

“Ufo Robot, Ufo Robot
Ufo Robot, Ufo Robot
Si trasforma in un razzo missile con circuiti di mille valvole
fra le stelle sprinta e và…
Mangia libri di cibernetica, insalata di matematica
e a giocar su Marte và…
Lui respira nell'aria cosmica
è un miracolo di elettronica, ma un cuore umano ha…”

Può bastare vero?
Dite la verità!!! 
L’avete letta cantando!!!
E lo so...vi conosco ormai cari Robottini  anni 80!

In verità io la sigla la ricordo non tanto perché la cantassi da bambina, ma soprattutto perché l’ho cantata, e  , confesso ballata,  in quelle assurde serata revival al disco Antella (i fiorentini che non ricordano e mi crollano sulle basi li rimando a settembre ,ve lo dico!!!) .

Goldrake come cartone l’ho scoperto intorno ai 6 -7 anni ma ho provato per lui un sentimento di amore “ timido” : come vi ho più volte raccontato, il mio amore “vero” quando avevo 6 anni   (si avevo 6 anni e già mi innamoravo moltissimo)  è sempre stato rivolto a Hiroshi ,il grande di Jeeg Robot d’acciaio. 

Ma tornando a Goldrake, questa mattina leggendo le notizie,  mi sono divertita a scoprire nuovi e divertenti particolari sul nostro amico Actarus .
Particolari che nel 1978 ,poiché zio Google e lo zio Wiki non erano presenti, i più ignoravano .

Fra le cose divertenti ho scoperto che hanno contribuito alla musica e alla scrittura della tanto amata sigla , due musicisti che negli anni “adolescenti” ho ritrovato insieme al mio Francescone Guccini .

E mi fa sorridere associare i nomi di Ares Tavolazzi e Vince Tempera alla sigla di un cartone animato Giapponese .
Sorrido pensando a loro la mattina canticchiare sotto la doccia “Ufo Robot” e la sera , incitare la rivolta proletaria la sera in concerto con Guccini …

Un’altra cosa divertente che ho appreso è che il nome “Atlas –UFO ROBOT ” è in realtà un errore.
E questa cosa per me è stata davvero una rivelazione.



credit image : http://www.mondojapan.net/anime/40-anni-di-atlas-ufo-robot/


Si perché da piccola non ho mai capito chi fosse questo Atlas …


apprendo che : 

“la serie tv del maestro Go Nagai non arrivò infatti nel nostro Paese direttamente dal Giappone, ma attraverso l’adattamento “francofono” con cui sbarcò poco tempo prima in Canada e in Francia.
E qui si arriva alla leggenda: quando i dépliant illustrativi dell’anime arrivarono nelle mani dei dirigenti della Rai, portavano nell'intestazione, assieme al titolo Ufo Robot, anche la parola Atlas – termine francese che ha il suo corrispettivo inglese in Guide o Pressbook – e quindi… “Atlas Ufo Robot”.
Il destino italiano del nome della mitica serie di Nagai era stato scritto.
Inutile ricordare a tutti gli appassionati che quella parola, “Atlas”, non viene mai neppure sussurrata per sbaglio in tutta la serie tv, anche se comunque è passata alla storia perché inserita in tutti i materiali dell’epoca, dai vinili delle sigle alle riviste, dai fumetti e libri illustrati alle guide tv… e qualcuno ha continuato a sostenere per anni (sbagliando) che Atlas fosse lo spacer, la nave spaziale a cui Goldrake si aggancia.”

E quindi :
per anni ci siamo chiesti chi era Atlas.
Abbiamo fantasticato sul fatto che in realtà UFO ROBOT si chiamasse Atlas e invece Atlas...
Non era nessuno. 

E mi viene da ridere pensando che magari qualcuno ha chiamato Atlas il suo cane o , peggio ancora ,ha scelto Atlas come nickname ...
Mi vedo dei Nerd informatici che si son fatti chiamare Atlas per anni sentendosi fighi e originali.

Chissà come ci rimarranno male quando scopriranno di chiamarsi come una guida televisiva francese.
Magari adesso stanno cambiando in Nick Name in tutti i social per cancellare ogni traccia del loro passaggio .
Magari hanno iniziato a chiamare il proprio cane  “Ringo” e il loro cane li guarda sconcertati e pensa “ Ma chi cavolo è Ringo? Io SONO Atlas…”

Ma come ben sapete , questa ,
è un'altra storia .


Sempre vostra,
Pronta a combattere i mostri lanciati da Vega..

S & Atlas 



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